Riparte da Venturina il ciclo di incontri promosso da Arci Caccia Toscana per informare i cacciatori sulle ultime novità in vista dell’inizio della stagione venatoria. Venerdì sera, di fronte ad una nutrita platea, si è svolto un confronto pacato, volto soprattutto ad informare i cacciatori sui temi di più scottante attualità in questo ultimo scorcio di estate. Come sempre ha tenuto banco il nuovo Piano Faunistico, accompagnato dalla proposta di modifica della ln 157/92 e dall’emergenza PSA.
Sul PFVR è stata ribadita la posizione tenuta dall’Associazione fin dall’inizio. Una critica di merito sui problemi, che ha prodotto numerosi emendamenti sia al testo originario adottato dalla Giunta precedente, che all’attuale. Problemi, in larga parte, concentrati in attacchi alla caccia sociale attraverso facilitazioni alle aziende private, purtroppo, ancora contenuti nel testo. Nell’ultima stesura, rimangono numerosi problemi, per i quali abbiamo chiesto modifiche. Sembra che abbiamo ottenuto una semplificazione degli iter per ottenere la Vinca nelle aree Rete Natura 2000 (Aree queste, dove tale valutazione era già previste, anche negli anni scorsi, per tutte le autorizzazioni, capanni in testa), bene, invece, aver ottenuto la possibilità di cambio di titolarità dei capanni. Male, invece, la densità massima di 0,8 appostamenti ogni 100 ha, sempre nelle aree Rete Natura 2000 per concederne di nuovi. Attendiamo di leggere la stesura definitiva di uno strumento di pianificazione di 1700 pagine per valutarlo nel suo complesso. Siamo sicuri che si tratti di un testo imperfetto, sicuramente migliorabile, ma riteniamo che il clamore che si è creato dopo l’approvazione sia assolutamente sproporzionato. Continueremo a mantenere un atteggiamento equilibrato e responsabile. Il populismo a fini di tesseramento non è assolutamente nel nostro DNA.
Il DDL di modifica della 157/92 sembra si sia arenato alla Camera dei Deputati. Ben poco rimane, comunque, del testo originario. Anche qui, poche cose positive, come la possibilità di recuperare gli ungulati feriti anche in silenzio venatorio e la cancellazione delle opzioni di caccia, a fronte di preoccupanti aperture alla caccia privata. Arci Caccia ritiene non più rimandabile una riforma della 157/92 che parta dall’analisi dello stato di attuazione. Le modifiche a pezzi, anche in passato, hanno prodotto più problemi che risultati, vedi la famosa legge comunitaria del 2010, che ha spalancato il vaso di Pandora dei ricorsi.
Ampio spazio è stato dato, infine, alla vera emergenza di quest’estate: la Peste Suina Africana. La malattia ha già colpito tre province, Massa, Lucca e Pistoia, e gli effetti delle ordinanze si allungano sulle province di Pisa, Livorno, Firenze e Prato. Cosa può fare il mondo venatorio per prepararsi? Sicuramente formarsi, facendo i corsi di formazione per art 37 e biosicurezza, ma soprattutto premere sulle istituzioni perché vengano fatte in tempi brevissimi le strutture dove conferire le carcasse dei cinghiali abbattuti e di quelli rinvenuti morti. Si dichiara fondamentale ridurre drasticamente il numero di cinghiali nelle aree infette e in quelle limitrofe. Dappertutto, nelle aree vocate ci si è affidati alle squadre, che hanno affrontato costi per mettere a norma le loro case di caccia, ma è fondamentale che vengano realizzati punti di conferimento pubblici. Questi dovranno essere accessibili agli organi di vigilanza e a chi pratica le forme di prelievo del cinghiale in singolo e collettive nelle aree non presidiate dalle squadre e, comunque, le spese di chi mette a disposizione una struttura (come le case di caccia delle squadre) per il contrasto di questa forte emergenza, siano a carico della collettività.
Le nostre iniziative continuano, il prossimo appuntamento sarà venerdì 28 alle 21 a Montecalvoli, presso la locale festa del cacciatore. Continueremo ad informare i cacciatori, aiutandoli a comprendere e mettendoli in condizione di affrontare le sfide che li attendono. Perché il nodo centrale, per come la vediamo noi, è assicurarci che i nostri associati possano andare ancora a caccia più possibile, nel miglior modo possibile, con calendari e regole certe. Non ci interessano giochi politici, ricerca del potere o minacciare di ritorsioni chi, come gli agricoltori, ci fornisce l’ambiente in cui esercitare la nostra passione.

