Il Congresso Regionale di Arci Caccia si è aperto con la relazione del Presidente Regionale Bussolotti, che ha tracciato un quadro critico della situazione venatoria italiana e toscana. Al centro del dibattito è stata posta la riforma della legge 157/1992, giudicata da Arci Caccia insufficiente e affrontata senza una reale valutazione dei risultati e delle criticità emerse nei suoi oltre trent’anni di applicazione. L’associazione ha ribadito la propria difesa della caccia sociale e popolare, opponendosi a modelli che favoriscano una progressiva privatizzazione dell’attività venatoria.
Tra i temi principali sono emerse le difficoltà nei rapporti con le istituzioni nazionali, l’esclusione di Arci Caccia dal Comitato Tecnico Faunistico Nazionale, su cui attendiamo il pronunciamento della Corte Costituzionale, e le preoccupazioni per alcune recenti sentenze che potrebbero limitare ulteriormente l’esercizio venatorio sui terreni privati.
Sul piano regionale, Arci Caccia Toscana ha rivendicato il lavoro svolto negli ultimi quattro anni per rafforzare la presenza sul territorio, consolidare l’organizzazione associativa e promuovere progetti ambientali e culturali. Sono state, inoltre, evidenziate le criticità legate al funzionamento degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC), chiedendo maggiore trasparenza, uniformità gestionale e rappresentanza.
Il Presidente Nazionale Maffei ha concentrato il proprio intervento sul clima politico e mediatico che circonda la caccia. Secondo Arci Caccia, il dibattito sulla riforma della 157 è stato strumentalizzato sia dal mondo animalista sia da alcune forze politiche, con effetti negativi sull’immagine dei cacciatori. È stata riaffermata la necessità di rafforzare il rapporto con il mondo agricolo, soprattutto per affrontare il problema dei danni causati dalla fauna selvatica e per dare risorse a chi vive sul territorio e incentivarlo a produrre selvaggina di qualità.
Grande attenzione è stata dedicata al concetto di “cacciatore gestore del territorio”, figura considerata sempre più importante per il controllo faunistico, la tutela ambientale e la prevenzione dei danni all’agricoltura. È stato inoltre sottolineato il potenziale della filiera delle carni selvatiche come strumento di valorizzazione economica e sociale dell’attività venatoria.
Nel corso dei saluti istituzionali, il Sindaco di Lastra a Signa Emanuele Caporaso ha evidenziato il legame storico tra agricoltura e caccia e ha richiamato l’attenzione sui problemi derivanti dall’abbandono delle campagne, dall’aumento degli ungulati e dai rischi per la sicurezza stradale. È stato inoltre espresso interesse per il nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale, considerato uno strumento importante ma ancora suscettibile di miglioramenti attraverso il confronto con il mondo venatorio.
Molto interesse ha suscitato l’intervento del Presidente Regionale Arci Simone Ferretti che ha ricordato la storica appartenenza di Arci Caccia alla Federazione Arci e la necessità di un confronto sui temi dell’ambiente e della cultura rurale e popolare, e delle istituzioni regionali, rappresentate dal Dott. Federico Merli, dal Dott. Massimo Taddei e dal Sottosegretario Bernard Dika che hanno riconosciuto il ruolo sociale e territoriale dei cacciatori nella salvaguardia della sostenibilità ambientale e della gestione faunistica. In particolare, il Sottosegretario ha rassicurato i presenti riguardo al Piano Faunistico, sottolineando che, durante la discussione in aula, ci sarà modo di mettere in evidenza il ruolo positivo della gestione faunistica e dell’impegno dei cacciatori.
Tra le sfide future individuate dal Congresso figurano:
- il calo del volontariato associativo;
- il progressivo invecchiamento della base sociale;
- il rafforzamento del rapporto con agricoltori e comunità locali;
- la difesa della caccia sociale;
- la valorizzazione del ruolo dei cacciatori nella gestione della fauna e del territorio;
- il coinvolgimento delle nuove generazioni nella vita associativa.
Il Congresso si è concluso con l’invito a rafforzare l’unità del mondo venatorio e a continuare il confronto con istituzioni, agricoltori e società civile per garantire un futuro sostenibile alla caccia e alla gestione faunistica in Toscana.
Al termine dell’Assise, il Consiglio Regionale appena insediato ha riconfermato per acclamazione Sirio Bussolotti alla Presidenza Regionale.






