Martedì 16 dicembre si è riunito il Direttivo Regionale di Arci Caccia Toscana. Molti i temi sul piatto, infatti, l’associazione nel 2026 andrà a Congresso, un momento di riorganizzazione e rilancio della nostra azione sul territorio e nei confronti dei soci. Tante le sfide che attendono la caccia in Regione: la definitiva approvazione del PFVR e l’emergenza PSA che, purtroppo, avanza verso sud. A più riprese è stata evidenziata la necessità di cambiare strategia per la gestione della piccola selvaggina stanziale. Le attuali modalità applicate dagli ATC toscani, tutti, o quasi, gestiti da Federcaccia, che si incentrano sulle immissioni pronta caccia, si sono rivelate fallimentari. Una situazione che, purtroppo, presta il fianco alle tentazioni di privatizzazione che chiaramente permeano parte del mondo agricolo e venatorio. Dall’associazione è arrivata anche una richiesta di rivedere la liberalizzazione dell’uso dei visori termici e notturni, ausili che, purtroppo, stanno snaturando alcune forme di caccia e, nelle mani sbagliate, possono essere utilizzati in modo non conforme alla normativa. L’Associazione ha richiesto un incontro al Presidente Giani, che ha mantenuto alla Presidenza la delega sulla caccia. Speriamo di poterci confrontare quanto prima, mettendo a disposizione idee e competenze per il bene comune dei cacciatori, come è tradizione per Arci Caccia.

