Abbiamo ascoltato con interesse la dichiarazione del Presidente Giani resa mercoledì 16 a Donoratico, in provincia di Livorno. Interrogato sul Piano Faunistico Venatorio Regionale ha ribadito per l’ennesima volta che le misure in esso contenute hanno scarso impatto diretto sui cacciatori e le modalità con cui si andrà a caccia in futuro. Una posizione netta, espressa invitando gli astanti ad indicargli le parti di un piano di 1740 pagine che sconvolgerebbero la vita dei cacciatori. Un discorso continuato stigmatizzando altresì, chi ha strumentalizzato la discussione, polarizzando l’attenzione sulla premessa del documento, trovando nell’interno molto poco a cui attaccarsi. Di contro, registriamo la disponibilità, già espressa più volte per altro, a rivedere le parti che presentano reali criticità o che possono essere migliorate. Niente di nuovo sotto il sole, quindi. Agli emendamenti già approvati dal Consiglio Regionale, si aggiungerà la possibilità di intervenire sugli effetti del piano quando verranno adeguati legge e regolamento sull’attività venatoria. Niente di diverso, quindi, da quanto stiamo affermando da giugno. Noi continueremo a lavorare con lo stesso impegno, equilibrio e pacatezza mantenuti finora. Abbiamo messo nero su bianco le nostre osservazioni sia in quest’ultima fase che prima, al testo adottato nella precedente legislatura, anch’esso tutt’altro che perfetto. A noi interessa ottenere il miglior risultato possibile per la caccia ed i cacciatori. I palcoscenici e i giochi di potere né ci appartengono né ci interessano.
Le Associazioni componenti la Cabina di Regia delle Associazioni Venatorie Toscane Arci Caccia, ANLC e Italcaccia

