Nei giorni scorsi siamo rimasti particolarmente colpiti da questo post di Daniele Carmignani, referente Arci Caccia di Vecchiano, che ha colto esattamente il pensiero di Arci Caccia riguardo alla caccia ed alla gestione faunistica. Per la nostra associazione sono fondamentali la partecipazione e il diritto alla rappresentanza di tutti i cacciatori, ma soprattutto la gestione deve essere vera per tutta la fauna: ungulata, stanziale e migratoria, basata sulla scienza ed un prelievo sostenibile e responsabile. Di seguito il post di Daniele Carmignani:
Oggi 7 Agosto 2025 mi è capitato di dover interloquire con alcuni colleghi cacciatori per aver pubblicato la memoria dell’ARCI CACCIA NAZIONALE sulla proposta di legge per la modifica della 157/92 in discussione al senato.
In pratica sono stato redarguito in quanto non avrei dovuto pubblicare l’ opinione di una Associazione Venatoria , riconosciuta legalmente, su un argomento che , volenti o nolenti, interesserà sia i cacciatori che i non cacciatori, adducendo come scusa che i cacciatori, ma in particolare i rappresentanti di ARCI CACCIA, visto che lo dicono sempre a me, non devono fare politica, come se imporre di non parlare di politica non fosse esso stesso un atto politico addirittura il più dannoso e pericoloso, volendo, di fatto, impedire la libera circolazione delle idee e della libertà individuale e democratica.
Questa circostanza mi ha fatto riflettere e mi ha spinto a scrivere questo appello.
Da sempre, per l’ARCI CACCIA, la visione sociale e popolare della pratica venatoria è rivolta in primis alla tutela dell’ambiente e del patrimonio ambientale, e poi ai carnieri, tanto che nella relazione del XII Congresso Nazionale del 2021 si leggeva :
· “ Tocca al genere umano la responsabilità di garantire il Creato, patrimonio delle future generazioni “
· “ La caccia va inquadrata con finalità gestionale dell’immenso patrimonio naturalistico. Il carniere deve rappresentare il termometro dello stato di salute delle specie cacciabili.”
· “ Trasformare l’immagine dell’uomo cacciatore , da semplice predatore in attento gestore di un patrimonio inestimabile essenziale per la sopravvivenza del genere umano “
· “Il cacciatore è tale se preleva senza intaccare il capitale faunistico “ ed ancora “ un cacciatore che agisce in modo tale da migliorare l’ambiente e le popolazioni animali che lo abitano “
Proponendo di ridefinire l’opera degli ATC :
· Gli ATC devono diventare i censori della cattiva gestione del territorio, stimolando , promuovendo e presentando progetti di risoluzione radicale delle problematiche ambientali e faunistiche.
Superando la mansione di distributori per immissioni estemporanee di polli fagianati e lepri virtuali, come sono adesso.
Purtroppo questa visione sociale, naturalistica e, se vogliamo, romantica dell’attività venatoria, è sentita e perorata solo da ARCI CACCIA, relegata all’angolo dalle Associazioni Venatorie più grandi in quanto avente inferiori iscritti.
Siamo addirittura all’assurdo che in alcuni ATC , tipo l’ATC 14 di Pisa, l’ Arci Caccia non è rappresentata per inferiorità numerica..
Detto questo, tanto per inquadrare il problema, ho deciso di fare appello a cacciatori e simpatizzanti , cultori democratici amanti della libertà di pensiero, di parola e di espressione , chiedendo di aiutar Noi ARCI CACCIA, iscrivendovi alla nostra associazione, ad avere più voce in capitolo per veicolare con una consistente forza contrattuale, data dal numero degli iscritti, le nostra visione di base , sopra descritta, di come vorremmo espletata l’attività del cacciatore nella pratica venatoria e sociale , nonché nell’azione di godimento, salvaguardia e recupero faunistico – venatorio – ambientale a tutto tondo.
Noi dell’ARCI CACCIA Vecchianese siamo a vostra disposizione, come lo sono tutte le sedi ARCI CACCIA comunali, provinciali e regionali, per soddisfare tutte le vostre richieste in materia.
Buona vita a tutti.

