Dalla Toscana un appello alle forze politiche per ricominciare dal confronto sgombrando il campo dalle scorciatoie inconcludenti e pericolose
Per inaugurare una stagione nuova e realmente positiva, che miri ad una riforma vera e condivisa della legge sulla caccia 157/92, è necessario azzerare le esistenti proposte di legge e ripartire da un tavolo concertato ed unitario.
Sono queste, in sintesi, le proposte e l’auspicio che Federcaccia, Arci Caccia ed Italcaccia della Toscana rivolgono alle forze politiche, ai Parlamentati e a tutto l’associazionismo venatorio nazionale.
La Toscana, con orgoglio ma senza saccenza, ritiene di aver dimostrato, con la riforma della propria legge regionale, che cambiare si può e che migliorare è possibile.
Profondamente preoccupati dell’allarme nell’opinione pubblica e del forte disorientamento all’interno del mondo venatorio, chiediamo una assunzione di responsabilità della politica e dei soggetti interessati (agricoltori, cacciatori ed ambientalisti). In caso contrario non si approderà a alcun esito positivo, ma anzi, è forte il rischio di arrivare ad un nuovo referendum contro la caccia.
A tal proposito le tre associazioni toscane, nel loro documento, chiedono testualmente:
a) raccogliere ed affermare l’esigenza di riforma su punti fondamentali ed essenziali, sui quali definire un documento da condividere in modo chiaro e responsabile;
b) azzerare, sulla base di un impegno politico esplicito tra maggioranza e minoranza ogni percorso in atto sulla materia – sia di carattere estemporaneo come l’art. 43 della comunitaria sia organico come i progetti giacenti alle Camere – e ripartire, in Parlamento, con una bozza di proposta condivisa.
Un’indispensabile rivisitazione ed aggiornamento della legge nazionale passa da alcuni punti fondamentali che vengono indicati qui di seguito: competenza diretta delle regioni nella gestione faunistico venatoria; modifica delle funzioni dell’ISPRA; riforma del Comitato tecnico Venatorio; gestione unitaria di tutto il territorio, comprese le aree a divieto di caccia; riorganizzazione delle modalità di accesso agli ATC nel rispetto del rapporto cacciatore territorio; recepimento ed applicazione della direttiva Comunitaria; restituzione del 50% della tassa di concessione governativa alle regioni a fini faunistico venatori.
Questo è in sintesi quanto oggi propongono le tre associazioni venatorie toscane, che rappresentano oltre l’80% dei cacciatori della regione, per il recupero di un percorso rapido, costruttivo e condiviso, che rifugga dalla logica nefasta degli opposti estremismi.