IMPUGNATA DAL GOVERNO LA LEGGE TOSCANA PER LA CATTURA DEI RICHIAMI VIVI
mercoledì 18 novembre 2009
Un ricorso ad “orologeria”che penalizza i cacciatori migratoristi
Non si capisce proprio come sia stato possibile che il Consiglio Dei Ministri abbia potuto impugnare presso la Suprema Corte la Legge della Regione Toscana che autorizza le catture dei richiami vivi, quando ci sono regioni, come la Lombardia, che mantengono una legge in evidente contrasto con la Direttiva comunitaria e con la sentenza della Corte Costituzionale.
E' noto a tutti, infatti, che la Regione Toscana ha disciplinato le catture di alcune specie di uccelli per l'approvvigionamento dei richiami vivi, nel pieno rispetto delle prescrizioni scientifiche, con un piano approvato dalle Amministrazioni provinciali e strettamente collegato alle richieste presentate dai cacciatori autorizzati. La Toscana è inoltre una delle poche regioni italiane (se non l'unica) ad avere uno specifico programma di censimento e di autorizzazione alla detenzione dei richiami su base regionale, che consente la conoscenza in tempo reale dei richiami di cattura esistenti sul territorio regionale. Questa impugnativa, completamente infondata sul piano tecnico e scientifico, appare invece punitiva verso chi si muove nell'alveo del rispetto delle regole. Tutto ciò ci fa pensare male…le elezioni regionali si stanno avvicinando e le contraddizioni di questo “Governo amico dei cacciatori” si stanno palesando. Speriamo che questa brutta pagina serva almeno ad aprire gli occhi a quanti nel mondo venatorio sperano ancora all'arrivo dei regali di Babbo Natale ed alle mirabolanti promesse di riforma su base venatoria della Legge 157.
Ultimo aggiornamento ( mercoledì 18 novembre 2009 )