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CONVEGNO NAZIONALE SULLA CACCIA DI SELEZIONE
giovedì 03 giugno 2010

LA CACCIA DI SELEZIONE PER GESTIRE I CERVIDI: opportunità, caratteristiche e prospettive dell’unica forma di gestione venatoria sostenibile

Questo il titolo del Convengo che si terrà il prossimo 23 giugno a Siena ore 9,00, all’Hotel Garden, in via Custoza 2, promosso dall’Arci Caccia Toscana. Il Convegno vedrà partecipare esperti del mondo scientifico e tecnico e rappresentanti del mondo venatorio, ambientalista ed agricolo in una giornata di studio e confronto sulla caccia di selezione quale unico metodo scientificamente e socialmente possibile per gestire i cervidi. Il Convegno vuole mettere a confronto varie esperienze gestionali, senza nascondersi i problemi venuti assieme all’incremento degli ungulati, cervidi compresi, anzi cercando di intravedere delle soluzioni possibili. I cervidi sono un patrimonio che, al pari di tutta la fauna, va gestito nell’interesse della collettività, conservando la biodiversità ma anche mitigando gli effetti negativi sulle attività antropiche. Queste esigenze trovano riscontro nella caccia di selezione, intesa non solo come metodo di prelievo ma anche e soprattutto quale approccio culturale all’attività venatoria. Da qui l’Arci Caccia Toscana vuol ripartire, rifuggendo da scorciatoie inaccettabili socialmente ed ecologicamente, per costruire un nuovo futuro per la caccia di selezione che, come negli anni passati, sia ancora punta di diamante per l’affermazione di una caccia ecocompatibile.

Programma_Convegno.pdf

 

Ultimo aggiornamento ( giovedì 03 giugno 2010 )
 
ARCI CACCIA DICE NO ALL'USO DEL CANE PER LA CACCIA AL CAPRIOLO
venerdì 30 aprile 2010

Costatiamo che in questi giorni, da più parti, vengono più o meno velate proposte di consentire l’uso del cane nella caccia al capriolo come mezzo per risolvere i problemi aperti.

L’Arci Caccia tutta, da Siena alla Toscana fino al Nazionale dicono no a queste proposte che ci farebbero ripiombare indietro di anni e che, soprattutto, rischiano di dare un colpo mortale alla gestione, agendo in modo negativo sull’avanzamento culturale del mondo venatorio, portando ad esempio esperienze fallimentari.

Gestire gli ungulati, compreso il capriolo, non è semplice e non bisogna nascondersi i problemi aperti ma non si deve neppure scendere ad un clima di “caccia alle streghe” dove, il piccolo cervide, sembra divenire il responsabile di tutti i mali possibili. Certo, la dove vi sono, se vi sono, danni e difficoltà va trovata una soluzione con provvedimenti che agiscano in modo puntuale caso per caso e non con scorciatoie generiche e prive di senso.

Quello sta passando oggi, proponendo la caccia al capriolo con il cane, è un tipo di soluzione a dir poco sbagliata perché non si risolvono le difficoltà con l’azzeramento delle popolazioni, ancorché fosse possibile e socialmente e scientificamente accettato.

Invece constatiamo che l’impegno da parte dei selecontrollori a fare sempre di più e meglio c’è, come testimoniano tra l’altro i risultati sui piani di prelievo.

Per la gestione vera ci vuole professionalità, serietà e correttezza, applicando anche le novità che vengono in soccorso dalla legge regionale, soprattutto nella gestione degli interventi negli istituti a divieto di caccia, e non le scorciatoie suggerite da visioni demagogiche e corporative.

L’Arci Caccia propone invece di aprire una discussione sul merito con tutti gli interessati e con il supporto del mondo scientifico, al fine di individuare delle soluzioni vere e mirate a seconda delle diverse situazioni.

 

Ultimo aggiornamento ( venerdì 30 aprile 2010 )
 
NUOVO APPELLO DELLE ASSOCIAZIONI TOSCANE
venerdì 23 aprile 2010

Arci Caccia, Federcaccia ed Italcaccia: riaprire subito un percorso condiviso

Leggi qui sotto il testo del comunicato congiunto

Comunicato_Approvazione_art._43.pdf

Ultimo aggiornamento ( venerdì 23 aprile 2010 )
 
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